Danilo Rolando Telli
DAL SESSO INTERDETTO ALL'INTENZIONE DISVELATA
Contaminazioni e citazioni tra passato e presente
Divertissement nella rivisitazione di opere dei secoli scorsi rappresentanti nudi femminili tra Mito, pretesti e altri stratagemmi per non incorrere nella censura e nella condanna morale.
Oggi, nel XXI secolo, il divertissement dell'artista contemporaneo nasce dalla volontà di disvelare l'occultato, di restituire alla donna la propria sessualità mostrata nella sua naturale integrità nobilitata dall'arte, di rivisitare le opere dei grandi del passato restituendo loro la libertà, scevra da ogni censura, di rappresentare l'irrapresentabile:
se artisti quali ad esempio Bronzino o Tintoretto, fossero oggi nostri contemporanei come realizzerebbero i propri nudi?
Queste opere intendono essere una risposta visiva a tale quesito.
I grandi artisti del passato sono stati condizionati dalla tabuizzazione imperante imposta dalla morale religiosa, da sempre attenta a mostrare la donna come essere inferiore e impuro e il sesso femminile un mistero vergognoso e alieno, da occultare e cancellare.
Tuttavia, essi riuscirono a dar voce alle proprie pulsioni erotiche e desideri sia ricorrendo a soggetti che fungessero da “schermo nobile” (le numerosissime fanciulle di nome “Venere”) sia applicando alle loro opere un’autocensura preventiva con la rappresentazione asessuata del pube, senza rinunciare a un transfert "consapevole" modificando delicatamente la morfologia di frutti carnosi, conchiglie e frutti di mare.
Se i soggetti rimangono dunque i medesimi, le tecniche pittoriche utilizzate non possono invece che assecondare il processo di ammodernamento che ha interessato la ricerca artistica nell’epoca attuale dominata dalla computer grafica: si assiste all’appropriazione dei nuovi mezzi per applicarli alle opere del passato.
Le nuove tecniche pittoriche, a base di pixel invece che di vernice, consentono sfumature e colorazioni per le quali gli artisti dei secoli scorsi avrebbero fatto follie: se Ingres avesse avuto un computer e fosse stato un contemporaneo di Vanessa Beecroft come avrebbe realizzato La source?.
Evoluzione del canone estetico
Gli stessi canoni estetici hanno subito una trasformazione, un’evoluzione e talvolta perfino una regressione, mutando a seconda delle diverse epoche storiche.
Compito dell’artista è stato quello di registrare attentamente quali fossero i modelli estetici privilegiati al tempo dell’opera presa in considerazione per trascenderli e, trasfigurandoli, adattarli ai canoni di bellezza estetica contemporanei.
Tuttavia è ponendosi verso i modelli del passato con spirito critico e mai imitativo che è stato possibile approdare ad un nuovo concetto di bellezza estetica: sintesi e al tempo stesso superamento dei vecchi canoni.
L’artista voyeur
Se come leggiamo nel saggio di Linda Nead The female nude; art obscenity and Sexuality: “dal rinascimento al modernismo il nudo femminile dimostra che l’arte ha le sue origini e viene sostenuta dall’energia erotica maschile”, è possibile allora affermare che la rappresentazione del nudo da parte dell’artista altro non sia che l’oggettivazione della sua volontà e desiderio di possesso.
L’esigenza dell’artista di appropriarsi dell’oggetto concupito viene soddisfatta attraverso la sua copia, la messa in immagine del suo doppio idealizzato, ri-contestualizzato, trasfigurato e mostrato in tutta la sua sensuale e conturbante nudità.
L’immagine restituita altro non è che una visione “rubata”, lo sguardo terreno che si è posato sulla donna-dea è quello del voyeur e al tempo stesso del demiurgo: di colui che possiede osservando e il cui desiderio di possesso trova il suo compimento ultimo nella creazione stessa. Per questo la presenza dello sguardo dell'artista è da sempre imprescindibile e incombente: egli non abbandona mai la propria creazione lasciando una traccia di sé, visibile e non, all'interno dell'opera stessa. Ad esempio il gatto sul letto di Olympia altri non è che l'artista stesso, così' come gli innumerevoli cagnolini e puttini posizionati in modo strategico, dei quali nelle opere di Telli è stato evidenziato il ruolo.
Giulia Telli
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